Questa è una copia di www.outoftheshell.it, sito che per anni è stato il blog di Out of the Shell — "trasmissione radiofonica indipendente di intervento sociale" — ideata, condotta e a cura di Ciccio Svelo. Maggiori informazioni »

Archivio di novembre 2009

Una breve anticipazione di storia richiesta

mercoledì, 18 novembre 2009

Allora proviamo a cominciare.
Mi è stato chiesto di spiegare che cosa è, che cos’è stato e cosa sarà Out Of The Shell.
Non lo so o meglio non è il momento di dire tutto.
Tutto sta, è stato, e sarà sempre legato al semplice concetto espresso dalla traduzione “fuori dal guscio”.
Per cui ho pensato di partire da quando tutto ciò è finito, anzi non è mai finito effettivamente.
Era venerdì 30 luglio 2004 (trovare la data esatta non è stato facile), Radio Touring (considerata la più importante radio della Calabria, almeno allora !!) da circa due mesi si era trasferita nella nuova sede iper tecnologica, Out of the shell aveva appena resistito per l’ennesima volta.
Esclusa dai corsi per l’insegnamento dei nuovi sistemi di trasmissione totalmente computerizzati, ma che non le hanno impedito di arrivare sedersi e cominciare senza alcun problema.
Dopo qualche giorno, nonostante continuasse ad avere gli standard di ascolto e fosse stata on line prima della radio, veniva relegata nel cantinato, senza alcun collegamento in rete, con tutte le attrezzature non testate a dovere e non perfettamente funzionanti, visto che Out Of The Shell era l’unica trasmissione in diretta che veniva trasmessa da quella sala.
In sintesi piccoli ostruzionismi che come sempre vi sono stati per dimostrare che se volevi andare avanti quelle erano le condizioni, tanto se la trasmissione andava in onda o no alla proprietà non interessava più di tanto.
Ma il cambio di sede poteva essere l’occasione per metterti per l’ennesima volta in difficoltà e farti rinunciare.
Out Of The Shell, però resisteva in silenzio, e andava avanti e lo faceva già da 21 anni, aveva fatto il callo (così si dece no !!! n.d.r.), considerava se stessa come informazione libera, come occupazione di uno spazio commerciale (es. immaginate un personaggio che su rai o mediaset, non viene pagato, c’è sin dagli albori, non lo puoi cacciare ufficialmente se non se ne va lui per gli ascolti, ma gliene fai di tutti i colori per costringere a rinunciare) questo era allora lo scenario più o meno.
Cominciarono allora i primi problemi del tipo devi mandare solo musica e non fare politica (stavo appoggiando la lotta contro l’impianto di compostaggio rsu di pettogallico e la resistenza al presidio del cantiere, ero appena stato attaccato dal Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria, Chiaravalloti, perchè denunciavo ciò che poi sarebbe emerso dopo circa due anni nell’indagine “Poseidone” condotta da De Magistris, sempre n.d.r.), se vuoi trasmettere ancora.
Vai a spiegare, ai primi asservitori dell’allora iniziale occupazione dei media locali da parte del Sindaco Scopelliti (il sindaco del 70%,) la differenza tra politica ed informazione, se la controinformazione che cercavi di effettuare veniva intesa come informazione estremista più che reale, partendo dal fatto e distinguendolo dal commento (viva il giornalismo !!! ;-) ).
Torniamo al 30 luglio 2004, come ogni anno era l’ultima puntata della stagione stavo traslocando di casa, e cominciando una nuova avventura familiare (la terza n.d.r.) e come ogni giorno negli ultimi due mesi avevo la macchina carica di ogni cosa possibile e immaginabile che avrei dovuto scaricare l’indomani mattina, pronto successivamente ad andare a lavoro e ricaricarla nella pausa pranzo.
La trasmissione era dedicata al Campeggio contro il Ponte sullo Stretto di Messina che di lì a poco sarebbe iniziato.
Come al solito ero andato in direzione (della radio n.d.r.), sia a comunicare il contenuto della trasmissione, sia che sarei andato in ferie.
Pronto alla trasmissione, pronto con il numero di Carta che proponeva tutti i campeggi di resistenza e protesta che quell’estate si sarebbero dovuti tenere in Italia (dove il Campeggio No Ponte non era citato n.d.r.), pronto a chiedere il perchè della mancata citazione, pronto a far partire la sigla.
Blitz in sala trasmissione, la scusa di una sigaretta per giunta non accesa, una crisi isterica, fatta di urla ed offese gratuite e l’invito a raccogliere tutto ed andare via che la trasmissione non sarebbe andata in onda.
Quasi fossi un bambino da punire e mettere in castigo.
L’ennesima umiliazione a cui non ho potuto restare passivo, per cui ho avvisato gli ospiti che sarebbero arrivati di lì a poco, sono salito in direzione ho sbattuto sul tavolo per la prima volta in vent’un anni le chiavi della radio e sono andato via.
Da lì non sono più tornato, nè mi hanno più cercato, nonostante molti nel settembre dopo chiedevano perchè la trasmissione non riprendeva.
Bene è da qui che mi piace ripartire.
Da quell’ultima trasmissione mai fatta.
Dalla opportunità mancata di dire e spiegare a chi aveva l’abitudine ad ascoltare Out Of The Shell, bene con questa finisce tutto.
Dal dire semplicemente addio.
Dal chiudere tutto per scelta, perchè non avevi più niente da dire.
Non per repressione infantile.
Nel luglio del 2007, al C.S.O.A. Cartella scerzando Giusi e Claudio mi dissero che se avessero avuto i soldi avrebbero finzanziato il ritorno di Out Of The Shell.
Nel gioco ho fatto dei conti, riunioni, investimenti.
Ma prima di ogni cosa mi sono preoccupato di capire che poteva rappresentare Out Of The Shell al suo ritorno, perchè l’idea nasceva da una generazione che non l’aveva conosciuta.
Nasceva da giovani che non l’avevano mai ascoltata.
Gli investimenti erano per me accessibili.
Li ho fatti e molti ragazzi mi hanno aiutato.
Sono quelli che oramai chiamo lo staff di Out Of The Shell.
Sono quelli che dal luglio del 2007 sto vedendo uno ad uno andare via.
Sono quelli che per me rappresentano la famiglia che non sono mai riuscito a costruire, ma che per coerenza continuo a dire alla parteza “sai che puoi sempre contare su di me”.
Ma sono anche quelli che ancora resistono, che ancora continuano a costruire.
Bene Out Of The Shell riprenderà ufficalmente sul web il 31 dicembre 2009 alle 23,00.
In quella data si saprà tutto ciò che è la riflessione di questi anni.
Da quella data verrà rivelato ciò che Out Of The Shell vuole e realizzerà non dirigendo ma come parte.
Ma il 24 ottovre scorso era una tappa importante, Out Of The Shell ha deciso di uscire dal proprio silenzio.
Ha scelto di dire ciò:

L’aver appoggiato il popolo ha fatto sì che da sei anni non ho più avuto la possibilità di parlare.
Ci è voluto oltre un anno e mezzo per arrivare qui.
Un anno e mezzo di lavoro, di confronti, di ragazzi che ti chiedono di ritornare, ma che nel contempo vanno via.
La solita lotta di questa terra, resisti a starci per verificare il perchè ci sei nato, o vai via.
Ma c’è al contempo un’amore viscerale, il rappresentare che non si può abbandonare tutto devi esserci e lottare.
Ora lo devo ai ragazzi che l’hanno chiesto, lo devo alla mia gente, lo devo al mio territorio.
Ora OUT OF THE SHELL torna.
Torna per dar voce alla gente.
Torna per rappresentare che amiamo la nostra terra.
Torna per dire che noi ancora ci crediamo e resistiamo.
Per denunciare la devastazione del nostro territorio, per dar voce alla gente che non ha voce, per dire la Calabria ha tutto e voi non avete niente da insegnarci.
PER ALZARE LA TESTA.
Out Of The Shell torna.
Per un solo giorno in anteprima.
Torna perchè è calabrese e ci tiene a dirlo.
Torna perchè noi oltre al raccontare vogliamo fare.
Tutto con la semplicità e la gioia di un’identità di cui siamo orgogliosi.
Torna da dove l’hanno cersurata.
Dalla voce della gente e dal confronto del resistere in questo territorio.

Dalle 8,30 di sabato 24 ottobre 2009
Out Of The Shell prima del suo inizio ufficiale torna

Lo ha fatto con le sue debolezze e con lo spirito che l’ha sempre contraddistinta, senza cercare il protagonismo.
Quell’esperienza ha fatto sì che con http://calabria.indymedia.org/ nascesse l’idea di una pratica attiva del miediattismo.
Una pratica fatta da persone semplici, che vogliono aggregare, che non cercano protagonismo e palcoscenici.
Ma che vogliono essere solo ed esclusivamente parti di un metodo di comunicazione.
Comunicazione non più fatta da slogan o luoghi comuni, ma fatta di storie e di racconti.
Prossimi appuntamenti (spero al di la di protagonismi che lo impediscono n.d.r.)
3,4,5 dicembre 2009 Shaka Fest da Cosenza
6 dicembre Forum Ambientale Regionale della Calabria da Lamezia Terme
19 dicembre Manifestazione Nazionale No Ponte da Villa San Giovanni – Cannitello (RC)
31 dicembre inizio ufficiale.

Out Of The Shell

Due giorni di silenzio

lunedì, 9 novembre 2009

Avevo promesso un aggiornamento quotidiano.
Ma credo che ogni tanto il silenzio e l’introspezione finalizzata alla metabolizzazione delle proprie idee sia importante.
Per questo negli ultimi due giorni ho preferito un piccolo ritiro, fatto di non comunicazione.
Avevo bisogno di capire come dire ed esprimere.
Oggi ricade il ventennale della caduta del muro di Berlino.
L’atto di festa che come suole dirsi ha posto fine alla c.d “Guerra Fredda”.
Ero già un cronista, se pur in erba (!!!), venti anni fa.
Ho provato a ricordare attraverso il can can mediatico di questi giorni, quello che provai allora.
Trasmettevo già in radio, Out Of The Shell, allora si chiamava “Frontiere”, immaginava un orizzonte marino nel quale il tramonto rappresentava un momento di speranza per il futuro, non più fatto di banalità di commercio, ma di valori artistici che potevano esprimersi.
Erano gli albori della consapevolezza del mezzo comunicativo che avevo in mano.
Era il confrontarsi con i linguaggi che poi definii “vetero” e la necessità di un nuovo modo di comunicare.
Un comunicare contro la massificazione.
Sicuro che, come la caduta del muro aveva portato all’illusione della vittoria del sistema capitalistico, nello stesso tempo si sarebbe dovuta attendere l’implosione di questo stesso sistema.
In questi anni, in questa mia attività ho avuto la possibilità di conoscere le testimonianze di chi ha vissuto quel momento come banbino figlio della Germania dell’Est.
Ma anche chi è stato testimone oculare dell’attentato alla Torri gemelle a New York.
In tutte queste occasioni il life motive era che il sistema c.d. vincente era un sistema fatto di vacue immagini e sempre più deprimende solitudini.
Un sistema nel quale pochi detenendo un potere economico cercano di indirizzare il pensiero di molti.
La crisi economica degli ultimi anni ha dato conferma a quello che allora pensavo.
Ma di più lo hanno dato gli eventi di questi ultimi venti anni nei quali gli unici risultati della “vittoria capitalistica”, sono stati ulteriore povertà, razzismo e guerre violente.
Out Of The Shell

Contraddico me stesso

venerdì, 6 novembre 2009

Non è mia abitudine utilizzare citazioni per esprimere quello che penso.
Ho sempre creduto nella conoscenza e nel confronto fatto dal “dillo a parole tue”.
Altra cosa è se, in trasmissione così come è sempre stata costruita, il tuo pensiero viene fuso con la musica, i silenzi, le letture, in questo caso l’ho sempre fatto per far sì che chiunque abbia la voglia di ascoltare sviluppi il proprio pensare e no si lasci condizionare da apparenti certezze date da chi ha già elaborato un proprio pensiero.
Mi ha molto colpito la risposta data da Corrado Augias nella sua rubrica di oggi su Repubblica.
Ritengo che la citazione da lui fatta rispecchi molti dei miei pensieri attuali che nascono dalla mia osservazione della società che mi circonda, per cui come è mia abitudine ne riporto la fedele riproduzione.
Fonte libro “L’Italia de Noantri” -Mondadori ed.(preciso che non ho letto il libro n.d.r.) l’autore Aldo Cazzullo scrive:
<< Berlusconi, a differenza del Duce, non ha mai preteso di cambiare gli italiani. ..... Lui ha aderito agli Italiani e, aderendo a noi, ci ha cambiato più di quanto abbia potuto l'indottrinamento di regime. Ha interpretato lo spirito profondo del paese, ha dato al linguaggio goliardico da spogliatoio maschile la dignità di linguaggio pubblico ... ha rivendicato ciò che prima si taceva, ostentando quel che si faceva di nascosto>> eccetera. Cazzullo invita il suo lettore a giudicare da solo se questa sia una conquista o una caduta. (!!!! n.d.r.). Aggiungerei che questa ostentazione della volgarità nei gesti e nel linguaggio, unita al resto (TV in primis), non è tra le cause meno importanti dell’attuale decadimento del paese. (!!!n.d.r.).
Qui finisce la citazione ci aggiungo di mio si potrebbe fare lo stesso ragionamento per la Lega, per il Sindaco della mia città. Per la società che oramai vede che la propria elevazione sociale, nasce dal volgare apparire e reprimere delegittimando.
Che non ha più l’esercizio del confronto e della condivisione sociale.
Out Of The Shell

Verità, segreti di stato ed una piccola citazione

giovedì, 5 novembre 2009

Partiamo dalla citazione che mi è stata richesta.
Oggi in Inghilterra ricorre la giornata della “Congiura delle Polveri“.
Mi è stato chiesto di segnalarla e lo faccio con piacere.
Chi volesse approfondire l’argomento;
http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes
C’è una frase che mi ha colpito e che fa abiurare alla mia naturale ritrosia alle citazioni.
Un celebre motto diffuso soprattutto tra gli anarchici definisce Guy Fawkes come l’unica persona ad essere mai entrata in parlamento con oneste intenzioni“.
Nom cocepisco alcuna forma di violenza ma la metafora della espressione di un evento storico riferito alla attuale situazione politico- sociale che vive la società in cui mio malgrado mi vede sopravvivere mi porta ad essere pienamente d’accordo.

Segreti di Stato.
Anni fa quando in Europa ed in America furono resi pubblici gli archivi dei servizi segreti dei paesi più industrializzati del mondo (i reati consequenziali alle azioni erano stati prescritti), si scoprì che in nome del caspitalismo e della preservazione dell’economia industriale, su cittadin* innocenti venivano effettuate sperimentazioni.
Solo un esempio, in Svezia per evitare che le donne emancipate che viaggiavano in europa e che non erano delle beltà. Per evitare che rimanessero incita e consequenzialmente  che venissero erogati contributi di mantenimento alla materinità, a loro inconsapevolezza venivano sterilizzate.
In America nei quartieri più decradati delle metropoli venivano testati dei farmaci al fine di verificare l’effetto sull’”uomo”!!.
E’ di oggi su tutti i giornali come sul sequestro in Italia di Abu Omar alcuni dirigenti dei servizi segreti siano stati prosciolti perchè le prove della loro colpevolezza è coperta da segreto di stato.
Nel contempo gli USA contestano la condanna delle loro spie perchè vigono degli accordi internazionali che impediscosno ai soldati USA di essere giudicati per la violazione delle leggi italiane dalla Giustizia Italiana.
Contestando così la sentenza appena emessa dal Tribunale di Milano.
Verità.
Siamo per la verità.
Vogliamo sapere e denunciamo l’omertà dell’informazione.
L’informazione che crea confusione sulla pandemia dell’influenza A.
L’informazione che non da voce al popolo della crisi e della sopravvivenza.
Siamo contro al facocitare del caimano.
Out Of The Shell

Simboli

mercoledì, 4 novembre 2009

La Corte Europea di Strasburgo ha condannato lo Stato Italiano per l’obbligo della presenza del crocifisso nelle scuole.
Non sono cattolico ma rispetto tutte le religioni.
Molti miei cari amici, con i quali ho approfonditi confronti, sono preti (Padre Alex Zanotelli, Giorgio Poletti, Giovanni Laudania). La diversità di credo non ci impedisce di avere dei sani confronti sulle tematiche di movimento (difesa dei territori, dei beni comuni o dell’aggregazione sociale, come sull’antirrazzismo e l’ntegrazione dei cittadin* stranieri). Certo altri argomenti sono l’influenza del vaticano nella società italiana (“cattolica, apostolica, romana”). Parlo di questa sentenza perchè è l’affermazione di ciò che credo debba essere l’affermazione della laicità della società, che, nello stesso tempo, afferma la libertà di professare ad ognuno il proprio credo (chiaramente quando ciò non è parte di manipolazione mentale e plagio, ma libertà di pensiero e morale).
La circostanza che mi ha colpito è che, per l’affermazione di tali principi che dovrebbero essere basilari per la convivenza civile, ci voglia la caparbietà e la costanza di lotta di singoli.
Lo è stato in questo caso con Solie Lautsi, ma lo è stato prima con Peppino Englaro.
Quante altre lotte singole e caparbie ci vorranno per l’affrancazione dell’Italia dal Vaticano ?.

A proposito di influenza A

martedì, 3 novembre 2009

IL VACCINO DALLE UOVA D’ORO
di Rita Pennarola [ 29/10/2009]

Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perche’.

Se, come dimostrano i numeri, i colossi del farmaco, dall’alto del loro mezzo biliardo di dollari e passa all’anno di fatturato, superano di gran lunga l’invincibile industria delle armi, non risulta poi cosi’ difficile capire perche’ periodicamente, con cadenza ormai “regolare”, scoppia l’allarme mediatico sulle pandemie che, come altrettanti Armageddon, stanno arrivando a flagellare il pianeta, mietendo milioni di vittime e rendendo percio’ piu’ che mai invocato l’arrivo di specifici vaccini. Virus creati in laboratorio proprio per far nascere la necessita’ di contrastarli, mantenendo su livelli altissimi le corazzate quotate in Borsa? E, in ogni caso, quali conseguenze potranno avere sulla salute umana prodotti a base di virus, realizzati molto spesso sull’onda dell’emergenza, ma destinati alla profilassi di massa su scala mondiale (quest’anno da novembre in poi)?
Quasi “naturale”, allora, che dopo gli allarmi globalizzati sul virus dell’antrace (2001) e sull’influenza aviaria (che nel 2005 vide l’allora ministro della Salute Francesco Storace lanciato all’acquisto di dosi da milioni di euro, poi di fatto mai utilizzate perche’ nel frattempo il virus era “mutato”), oggi dovesse arrivare una ennesima “maledizione biblica”. Terrorizzante, per la maggior parte dell’umanita’, ma, per qualcun altro, provvidenziale.
Sulla influenza A o “suina” – quel virus H1N1 che sta tenendo col fiato sospeso buona parte dell’umanita’, fra propaganda dei governi, complicita’ dei grandi media nelle mani degli stessi colossi farmaceutici, ma anche fra leggende metropolitane e falsi scoop – cominciano oggi a farsi strada le prime, rigorose ricostruzioni che, dati scientifici alla mano, lasciano filtrare le terribili verita’ alla base dell’allarme planetario.
Percio’, nelle stesse ore in cui la Agenzia europea per il controllo sui farmaci da’ via libera ai primi due vaccini anti-pandemia, che saranno prodotti da Novartis e GlaxoSmithKline, arrivano impietosi dossier come quello di Luciano Gianazza, autore di numerosi libri che smascherano il dietro le quinte affaristico della medicina contemporanea. Il quale oggi parla di questi vaccini come delle nuove armi biologiche di distruzione di massa.

ACCHIAPPA LA SUINA
Dopo le prime avvisaglie della scorsa primavera, il clamore mediatico sulla suina esplode a giugno, quando la Organizzazione mondiale della sanita’ annuncia che la pandemia sara’ di livello 6, vale a dire molto elevato, scatenando la corsa dei governi all’acquisto del vaccino. L’attivita’, nei laboratori, diventa da allora frenetica. Quali rischi comportano la fretta e la conseguente, possibile approssimazione? «Alle multinazionali del cartello Big Pharma (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) – punta l’indice Gianazza – e’ stato assicurato che non vi sara’ contro di loro alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possono causare».
Ancor piu’ esplicito il movente economico: «la Novartis – fa sapere Gianazza – ha raccolto ordinativi gia’ da trenta diversi Paesi. Solo dagli Usa ricevera’ 346 milioni di dollari per l’antigene e 348,8 milioni per un adiuvante. La Baxter ha ordini da cinque Paesi per 80 milioni di dosi, ma non ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration, quindi vendera’ al di fuori degli Stati Uniti. GlaxoSmithKline ha ricevuto 250 milioni per la fornitura agli Usa di numerosi “prodotti pandemici”. Il totale degli ordini nei soli Stati Uniti ammonta a 7 miliardi di dollari».
Numerose le sostanze tossiche, a partire dai cosiddetti adiuvanti, senza i quali i vaccini non potrebbero essere conservati ne’ mantenuti in forma stabile. Fra questi Gianazza enumera ad esempio «il thimerosal, conservante 50 volte piu’ tossico del mercurio, che puo’ provocare a lungo termine disfunzioni del sistema immunitario, sensoriali, motorie, neurologiche, comportamentali».
GlaxoSmithKline, che ha sede a Londra, come adiuvante per i suoi vaccini usa anche un composto contenente alluminio, il cui uso, in certe dosi, e’ causa accertata di disfunzione cognitiva.
C’e’ poi la formaldeide: una nota sostanza cancerogena e tossica per l’apparato riproduttivo. «Nel 2007 – continua Gianazza – la California ha utilizzato piu’ di 30.000 tonnellate di questa sostanza cancerogena come microbicida sulle piu’ importanti coltivazioni sparse nel suo territorio».
Altro ingrediente comune ai nuovi vaccini e’ lo squalene, noto come sostanza che puo’ provocare l’artrite reumatoide. E i ricercatori oggi associano l’uso dello squalene alla cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo” che ha colpito migliaia di soldati americani con danni irreparabili al sistema immunitario, compresi sclerosi multipla, fibromialgia e, appunto, l’artrite reumatoide.
Passiamo al secondo produttore, la Baxter International con casa madre a Chicago e una sede anche in Italia. Non si conoscono ancora fino in fondo le sostanze presenti nel nuovo vaccino, ma puo’ essere utile dare un’occhiata a quelle che si trovavano nel prodotto contro il virus H5N1 dell’influenza aviaria.
«Le cellule in coltura – si legge nel dossier di Gianazza – sono prese dalla “scimmia verde africana”. I tessuti prelevati da questa specie di scimmie sono stati in passato responsabili della trasmissione di virus, tra cui l’HIV e la poliomielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto sul processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantita’ di virus infettivi, che vengono poi inattivati con formaldeide e luce ultravioletta».
Passiamo al terzo colosso, l’elvetica Novartis International AG con sede a Basilea e una propaggine in Italia, a Torre Annunziata, ai margini del fiume Sarno, il corso d’acqua tristemente famoso per essere uno fra i piu’ inquinati d’Europa. Ed e’ proprio dalla Novartis che l’Italia avrebbe acquistato le sue dosi di vaccino anti-suina. Al pari della Baxter, la corazzata elvetica sta utilizzando una linea cellulare di cui e’ proprietaria (analoga a quella della scimmia verde) per far crescere i ceppi del virus, invece delle uova di gallina, come si era sempre fatto finora. Cio’ permette all’azienda di ridurre drasticamente il tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino, che ha preso la denominazione ufficiale di “Focetria”.
Anche qui non mancano additivi come la formaldeide e il bromuro dicetiltrimetilammonio, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili.

PARTICELLE KILLER
Altro allarme e’ quello lanciato dall’economista e politologo William Engdahl, collaboratore di testate come Asia Times e autore di libri sulla globalizzazione. A meta’ settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l’influenza H1N1. «Ora e’ saltato fuori – si legge – che i vaccini approvati per essere utilizzati in Germania e nei paesi europei contengono delle nanoparticelle in una forma che e’ risultata attaccare cellule sane e che puo’ essere mortale».
Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell’Ecole Polytechnique Fe’de’rale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: «queste particelle sono cosi’ sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi. Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria puo’ essere quindi estremamente forte».
«C’e’ un solo – obietta Engdahl – piccolo problema: i vaccini che contengono nanoparticelle possono essere mortali o, come minimo, causare danni irreparabili per la salute». Le particelle di nanodimensioni – viene spiegato – si fondono con le membrane del nostro corpo e, secondo studi recenti condotti in Cina ed in Giappone, vanno avanti a distruggere le cellule senza sosta. Una volta che hanno interagito con la struttura cellulare, non possono piu’ essere rimosse.
«Dopo lo scandalo dell’amianto – incalza Engdahl – e’ stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben piu’ piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull’uomo».
L’European Respiratory Journal, autorevole periodico destinato a medici ed operatori sanitari, nel numero di agosto ha pubblicato un articolo intitolato “L’esposizione alle nanoparticelle e’ correlata con il versamento pleurico, la fibrosi polmonare ed il granuloma”. Si riporta quanto avvenuto nel 2008 a sette giovani donne ricoverate presso il Beijing Chaoyang Hospital. Di eta’ fra i 18 ed i 47 anni, erano state esposte a nanoparticelle per un periodo dai 5 ai 13 mesi sul posto di lavoro. Analoghi i sintomi: dispnea, versamento pleurico, liquido nei polmoni, difficolta’ respiratoria. Gli esami hanno confermato che le nanoparticelle avevano innescato nei polmoni infiammazioni e processi di fibrosi, con presenza di granulomi nella pleura. Il microscopio elettronico ha permesso di osservare che le nanoparticelle si erano collocate nel citoplasma e nel nucleo delle cellule epiteliali e mesoteliali dei polmoni.
«Il fatto chel’Organizzazione mondiale per la sanita’, l’European Medicines Evaluation Agency ed il German Robert Koch Institute permettano oggi che la popolazione venga iniettata con vaccini ampiamente non sperimentati contenenti nanoparticelle – e’ la drastica conclusione di William Engdahl – la dice lunga sul potere della lobby farmaceutica sulle politiche europee».
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Due morti ed un anniversario tra il sacro ed il profano

lunedì, 2 novembre 2009

Ieri sono venute a mancare due donne totalmente diverse tra loro.
L’una ha rappresentato uno dei più alti esempi della letteratura e poesia italiana del novencento.
L’atra figlia umile della terra calabra ha cercato con umiltà di trasmettere il proprio credo.
Ma oggi è anche l’anniversario della morte di uno dei più grandi poeti, letterati, registi del novecento che non ha avuto la possibilità di avere la propria morte biologica.
Alda Marini, semplice poetessa della vita, perseguitata da una società che non riconosceva il diverso, internata più volte in manicomimio ha conosciuto quei lager prima della Legge Basaglia fatti di violenza fisica, la si potrebbe definire con le dovute e doverose eccezioni la Sylvia Plath italiana.

Depreco, sai, la mia scrittura
che dà i vagheggiamenti al mondo.
Tutti credono che io sia una perla,
invece ho ammazzato tanti unomini
e tante solitudini.
C’è chi mi scrive che gli ho salvato la vita
e chi mi dice che io l’ho dannato.
Nessuno mi invita mai a una festa
perchè come poeta debbo stare lontana
dai vincitori.

Il 2 novembre 1975 veniva ucciso Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, regista perseguitato al suo tempo e idolatrato ai giorni nostri.
Profeta del degrado sociale italiano sfociato nel pidduista regime attuale.
Dove la gente il popolo che lui amava conoscere e con infatile curiosità e che come Alda studiava per raccontare, non ha più voce ed insegue il futile momento di celebrità volgare televisiva, quale momento di elevazione sociale.

FRAMMENTO ALLA MORTE

Vengo da te e torno a te,
Sentitamente nato con la luce, col caldo,
battezzato quando il vagito era gioia,
riconosciuto in Pier Paolo
all’origine di una smaniosa epopea:
ho camminato alla luce della storia,
ma, sempre, il mio essere fu eroico,
sotto il tuo dominio, intimo pensiero.
Si coagula nella scia di luce
nelle atroci sfiduce
della tua fiamma, ogni atto vero
del mondo, di quella
storia: e in essa si verifica intero,
vi perdeva la vita per rieverla:
e la vita era reale solo se bella ….
La furia della confessione,
prima, poi la furia della chiarezza:
era date te che nasceva, ipocrita, oscuro
sentimento! E adesso,
accusino pure ogni mia passione,
m’infanghino, mi dicano informe, impuro
ossesso, dilettant, spergiuro:
tu mi isoli, mi dai certezza della vita:
sono nel rogo, gioco la carta del fuoco,
e vico, questo mio poco,
immenso bene, vinco quest’infinita,
misera mia pietà
che mi rende anche la giusta ira amica:
posso farlo, perchè ti ho troppo patita !
Torno a te, come torna
un emigrato al suo paese e lo riscopre:
ho fatto fortuna (nell’intelletto)
e sono felice, proprio
com’ero un tempo, destituito di norma.
Una nera rabbia di poesia nel petto.
Una pazza vecchiaia di giovinetto.
Una volta la tua gioia era confusa
con il terrore, è vero, e ora
quasi con altra gioia,
livida, arida: la mia passione delusa.
Mi fai ora davvero paura,
perchè mi sei davvero vicina, inclusa
nel mio sato di rabbia, di oscura
fame, di ansia quasi di nuova creatura.
Sono sano, come vuoi tu,
la nevrosi mi ramifica accanto,
l’esaurimento mi inaridisce, ma
non mi ha: al mio fiano
ride l’ultima luce di gioventù.
Ho avuto tutto quello che volevo, armai:
sono anzia andato anche più in là
di certe speranze del mondo: svuotato,
eccoti lì, dentro di me, che empi
il mio tempo e i tempi, Sono stato razionale e sono stato
irrazionale: fino in fondo.
E ora …. ah, il deserto assordato
dal vento, lo stupendo e immondo
sole dell’Africa che illumina il mondo,
Africa! Unica mia
alternativa …………………………..

Pasolini è stato perseguitato dal bigottismo cattolico del suo tempo, ma Natuzza Evoli, mistica di Calabria, è stata come Padre Pio ignorata dalla chiesa che serviva.
Nonostante la sua umiltà e la sua devozione.
Nonostante i continui ed immensi pellegrinaggi.
Non sono cattolico per cui non entro nel merito.
Ma ne parlo solo perchè volete vedere che d’ora in poi intorno a lei la chiesa di Roma aprirà il bussiness.
Cattedrale, alberghi, santuario il tutto raccogliendo soldi su soldi. Ma dell’umiltà della parola per tutti che resterà ?


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