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Discrimination is too much

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Dopo due giorni di silenzio.

Silenzio voluto ieri, ma patito l’altro ieri Out of the Shell torna.

Nelle ultime 48 ore nel mio territorio è successo di tutto, la sconfitta dello Stato, ma anche l’essere inermi e senza forze da parte del Movimento.

Out of the shell da anni si occupa della c.d. “Questione Rosarno”.

Anzi Rosarno è stata la prima lotta che ha abbracciato dopo la censura.

Una lotta che teneva in debito conto il contesto sociale ed econimico in cui questo scempio si verificava.

Stasera, dopo tutte le interviste richieste e fatte, Out Of The Shell parla.

Al di là dei comunicati, ma semplicemente per dire ciò che realmente pensa, nella piena libertà che contraddistingue questo proggetto nel momento stesso in cui è nato.

Un’analisi tra l’antropologico, sociologico ed il politico.

Intanto questo è il comunicato ufficiale della Rete Antirazzista di Reggio Calabria di cui Out of the Shell fa parte.

Discrimination is too much
Non sparate sui migranti
No apartheid

La Rete Migranti di Reggio Calabria, costituita da soggettività di varia estrazione culturale, religiosa e politica, comprese le diverse realtà che da anni, soprattutto in questi drammatici momenti, lavorano al fianco dei migranti di Rosarno, ha da sempre denunciato lo stato di degrado, schiavitù e assenza assoluta di diritti in cui si ritrovano i “raccoglitori di arance”.

Una situazione la cui esplosività era ben conosciuta. L’ennesima aggressione fisica subita da uno dei braccianti ha scatenato la loro rabbia spontanea. Questa reazione ha provocato una risposta spropositata, violenta e xenofoba di una parte della popolazione rosarnese che si è sentita autorizzata “al tiro al bersaglio”. Quanto accaduto è l’esemplificazione di uno stato di ingiustizia sociale, sfruttamento e diseguaglianze prodotto anche da politiche nazionali razziste e securitarie che mai come in questo momento si sono rivelate fallimentari e inappropriate.

Degli oltre 1500 migranti impegnati nell’agricoltura locale, al momento solo pochi permangono a Rosarno, in attesa di scappare dalla terra che li ha resi schiavi nonostante fossero il cardine dell’economia di quel territorio: paradossale era la loro unica richiesta, impressa sui muri dell’ex Opera Sila di Gioia Tauro, “Non sparateci addosso”.

La Calabria solidale che da sempre lotta per l’integrazione e l’accoglienza, rifiuta questo stato delle cose e lancia la costituzione di una Rete di Solidarietà nazionale che supporti i migranti, costretti a lasciare il loro tetto d’amianto, la loro baracca, il loro lavoro niente affatto dignitoso e il loro ultimo stipendio per ritrovarsi nuovamente alla ricerca di un futuro che speravano di guadagnarsi in Calabria.

L’eccezionalità di quanto sta avvenendo evidenzia non solo l’incapacità dello Stato di rispondere adeguatamente alla domanda sociale rivolta dai migranti, ma anche come abbia lasciato in maniera incosciente, pericolosa e irresponsabile che a risolvere il “problema” fossero mani mafiose e/o rondiste.

La complessità della situazione in atto a Rosarno, forse non casuale ma comunque pericolosa, necessita di un tempo di analisi prima di un intervento politico. L’assemblea nazionale della Rete Antirazzista, che si terrà a Roma il 24 gennaio, diventa un primo momento per riflettere e rispondere, attraverso un ragionamento collettivo, ad una situazione che oggi si è determinata nella Piana di Gioia Tauro, ma che coinvolge tutta l’Italia rischiando di divenire un pericoloso precedente. Noi parteciperemo all’assemblea di Roma proponendo la convocazione in tempi brevi di un nuovo incontro nazionale da tenersi a Riace, borgo virtuoso dell’ospitalità diffusa e multietnica.

 

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questa sera alle 23,00

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