Questa è una copia di www.outoftheshell.it, sito che per anni è stato il blog di Out of the Shell — "trasmissione radiofonica indipendente di intervento sociale" — ideata, condotta e a cura di Ciccio Svelo. Maggiori informazioni »

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è ora

lunedì, 4 gennaio 2010

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solitudinebutt

Cos’è ora

forse sarebbe un punto di partenza ?

no ora è la continuità di un percorso

è nn essere perfetti

è esistere e resistere, resistere nel modo di esprimersi.

E’ cercare di dire con semplicità ciò che si è.

E’ essere.

Lo spero vivamente ecco Out Of The Shell

Ricomincio da capo

sabato, 2 gennaio 2010

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jorgemolder33

Tutto può succedere e tutto può ripetersi nel progressivo divenire degli eventi, sempre la prima, come il 31 e come ieri.

Sino alla perfetta riuscita.

Out Of The Shell

Per ascoltare il podcast della trasmissione clicca in alto

 

La prima

venerdì, 1 gennaio 2010

Alba_Luna_piena

COME E’ ABITUDINE LA PRIMA NEL SILENZIO

E’ un’abitudine di “Out O The Shell” il rtornare nel silenzio senza proclami, senza pubblicità.

Dopo un anno e mezzo ci si è riusciti in parte, si inizia in sordina, solo voce, senza la musica ma con i propri pensieri.

Proprio per questo Out Of  The Shell ritorna.

Ritorna perchè lo deve a chi ci ha creduto, ma principalmente per chi non ha mai pensato che questo momento fosse possibile.

Lo fa per Rosella, Eva e Gea che hanno lasciato il vuoto necessario per la sua esistenza.

Lo fa per Giusi, Claudio, Samuele, Mico Meltedman, Giusy, Davide, Simone, Ciccio Maria e Leonardo e per tutti coloro che mi sono stati accanto per arrivare a ciò.

Lo fa  per Franco Nisticò e per il suo testamento che ci ha lasciato sul palco il 19 dicembre 2009.

Lo fa con un semplice monologo che racconta la propria storia nel silenzio.

Quel silenzio quotidiano in cui vive e si alimenta.

Questa la prima che è anche la presentazione che tutti hanno aspettato, la presentazione nel proprio stile non scritta ma raccontata con la propria voce.

Da oggi l’evoluzione ogni sera dalle 23,00 all’1,oo del giorno dopo.

Come sempre detto e stato.

L’ultima voce del giorno, la prima del giorno dopo.

Buon anno ragazzi, che sia ciò che tutto quanto volete

Out Of  The Shell

per ascoltare la trasmissione clicca il pulsante.

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Forum Associezioni Movimenti E Comitati – 6 Dicembre 2009 – Lamezia Terme

sabato, 5 dicembre 2009

FORUM DELLE ASSOCIAZIONI MOVIMENTI E COMITATI
LAMEZIA TERME – DOMENICA 6 DICEMBRE 2009

Centro Agroalimentare – Ex Area SIR

Direzione Zona Industriale

A seguito della grande manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, che ha visto la partecipazione di oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria, per i movimenti della Calabria si è posta la necessità di coordinare meglio le proprie forze e risorse sparse su tutto il territorio per cercare di dare un’unica identità.
Vogliamo promuovere una mobilitazione generale ed avviare una discussione permanente, che coinvolga tutti i movimenti presenti nella nostra regione, puntando a sollevare le problematiche legate alla tutela dell’ambiente nella regione Calabria (bonifiche, difesa delle risorse comuni, ciclo dei rifiuti, aggressione delle coste, etc.), per chiedere la tutela di tutti i beni comuni, dall’acqua, alla salute, alla cultura, al lavoro, all’ambiente.
Ad Amantea, il 24 ottobre scorso, le Associazioni, i Comitati ed i Movimenti di tutta la Calabria, hanno tracciato un percorso lineare e coeso, che parte da semplici e chiare richieste rispetto alla tutela della salute ed il recupero ambientale del territorio di tutta la regione Calabria. Ed in particolare:

- la bonifica immediata, in tempi certi e con procedure trasparenti, di tutti i siti inquinati sino ad oggi individuati in Calabria;

- il monitoraggio ambientale permanente di terra, aria e acqua, partendo da uno studio epidemiologico e tossicologico da effettuarsi su tutta la popolazione residente in prossimità dei siti inquinati, ma anche nelle aree dove sussistono ragionevoli dubbi tuttora di contaminazione e/o inquinamento in Calabria;

- verità e certezza su responsabilità civili, penali e politiche di chi, negli anni ha inquinato, lucrato e permesso lo sfruttamento indiscriminato e senza scrupoli del territorio calabrese;

- la moratoria sui rifiuti affinché si realizzi un nuovo Piano di smaltimento basato sulla riduzione dei rifiuti prodotti e sulla reale raccolta differenziata spinta, evitando così che si realizzino nuove discariche, inceneritori o altre opere invasive sul territorio regionale;

- la moratoria sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e su tutte quelle opere di cementificazione selvaggia delle coste e del paesaggio calabrese;

- impedire lo sfruttamento energetico intensivo e non eco-compatibile del territorio di tutta la Calabria;

- la difesa dell’acqua come bene comune, attraverso il riconoscimento negli ambiti comunali, provinciali e regionale del diritto umano all’acqua e del servizio idrico integrato con un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica

- innalzare il livello d’attenzione per prevenire infiltrazioni ed appetiti mafiosi troppo spesso presenti nella realizzazione di opere pubbliche, nella gestione del ciclo dei rifiuti ed, in generale, nell’intera economia calabrese.

Di fronte a queste richieste e di fronte ai tanti disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora le istituzioni non si sono mosse per come avrebbero dovuto e soprattutto per tutelare gli interessi dell’intera popolazione.
La lentezza delle iniziative governative, rispetto alle bonifiche da effettuare sui tanti siti contaminati dei nostri territori e all’avvio di una campagna organica di ricerca di tutte le navi dei veleni inabissati nei nostri mari, incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione.
A risolvere i problemi connessi a questo quadro allarmante fatto da disastri ecologici ed ambientali diffusi su tutto il territorio regionale non può bastare la buona volontà e l’attivismo di un singolo Procuratore della Repubblica o di un assessore regionale, spesso lasciati senza risorse e mezzi.
Non chiediamo rassicurazioni, ma verità provate e dimostrabili, senza alcun elemento di incertezza, soprattutto a noi tutti che siamo i primi soggetti colpiti da questa catena di episodi inquietanti.
Crediamo sia indispensabile, per rendere sostenibile il futuro della nostra regione, essere riconosciuti quale parte attiva entrando nel processo di programmazione e di gestione del ciclo dei rifiuti, dell’energia, dell’acqua, dell’urbanistica e delle problematiche legate alla tutela dell’ambiente e del territorio.
Da qui, dunque, l’idea di costruire un forum di discussione, un luogo fisico dove uomini e donne, soggetti collettivi, associazioni e movimenti di questa regione, possano confrontarsi, dialogare e proporre iniziative concrete per un’azione più incisiva e risolutrice dei problemi.
Dobbiamo discutere e tracciare un percorso, il più unitario possibile, teso a denunciare la crisi ambientale e sanitaria procurata dalla nociva gestione del ciclo dei rifiuti, dalle attuali forme di produzione dell’energia basate quasi esclusivamente su processi di combustione e da una miope politica che punta a realizzare infrastrutture faraoniche dimenticando le reali esigenze dei territori. Viceversa occorre favorire uno sviluppo vero della Calabria che crei nuove possibilità occupazionali, che rispetti e recuperi il nostro territorio, che migliori le condizioni di vita dei calabresi, che difendi l’ambiente e la salute dei cittadini e che tuteli i Beni Comuni e gli interessi concreti delle nostre comunità.
Il Forum punterà, dunque, ad approfondire le tante emergenze ambientali della nostra regione ed a proporre soluzioni condivise. Proprio a questo fine e per facilitare la partecipazione di tutti ma soprattutto per giungere a conclusioni propositive e concrete, il Forum si strutturerà in quattro gruppi di lavoro, che affronteranno le principali vertenze ambientali. Ed in particolare:
1) Acqua e beni comuni
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla tutela dei beni comuni in Calabria ed in particolare lo sfruttamento economico delle risorse idriche della regione.
2) Navi dei veleni e rifiuti tossici
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulle problematiche legate allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici in Calabria (Navi dei veleni, scorie nucleari, scorie industriali “Marlane”, il caso Crotone, Cerchiara, Sibari, Cassano Ionio, Amantea – valle del fiume Oliva, Cetraro,etc.)
3) Ponte e infrastrutture
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla situazione relativa al progetto di costruzione del ponte sullo Stretto e su tutti gli altri progetti di opere faraoniche, speculative ed aggressive del territorio che proliferano nella regione Calabria. In questo gruppo di lavoro si coordineranno, anche, tutte le azioni legate alla manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
4) Ciclo dei rifiuti ed energie
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Calabria (Commissariamento, piano regionale, società miste, discariche, inceneritori ed impianti di smaltimento) e sullo sfruttamento energetico intensivo del territorio.

La discussione nei gruppi di lavoro sarà la base su cui costruire le decisioni da prendere in assemblea plenaria e che riguarderanno anche le prossime iniziative da avviare in Calabria.
I lavori del Forum punteranno soprattutto a:
1) Preparare un LIBRO BIANCO sull’emergenze ambientali della Calabria. A questo scopo sarà necessario che tutti i partecipanti realizzino una descrizione dettagliata dei problemi ambientali dei propri territori.
2) Organizzare al meglio la partecipazione e lo svolgimento della manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
3) Avviare una discussione su come costruire una vertenza ambientale che investa tutta la Calabria
4) Decidere la denominazione che accomuni le rivendicazioni e le proposte dei comitati e delle associazioni calabresi partecipanti al Forum.

ORARI E LAVORI

DOMENICA 06 DICEMBRE – LAMEZIA TERME

Ore 9:00 Registrazione partecipanti

Ore 9:30 Apertura dei lavori dell’Assemblea Plenaria e presentazione delle iniziative da intraprendere, lettura del documento base e composizione dei gruppi di lavoro

Ore 10:30 Avvio dell’attività dei gruppi di lavoro

Ore 13:00 Pausa pranzo (colazione a sacco a carico dei partecipanti)

Ore 14:00 Ripresa dei lavori in Assemblea Plenaria

Ore 15:00 Fine dell’attività dei gruppi di lavoro

Ore 15.30 Dibattito in Assemblea Plenaria sul lavoro dei gruppi di lavoro – Proposte e deliberazioni finali

ORGANIZZATO DA:

(Altra Lamezia / ARCI Crotone / Associazione Confronti / Ass. Paolab / Associazione Ambientalista “Il riccio” – Castrovillari / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / Casa della Legalità – Lamezia /CGIL Amantea / Centro Sociale “La Riscossa” / Cib Unicobas / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Collettivo Universitario “P2 – Occupata Comitato Civico “Natale De Grazia” / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/ c.s.o.a. “A. Cartella”/ FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Movimento Ambientalista del Tirreno / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” – Crotone / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso”/ Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joa – Lamezia Terme / TerritoRio T).

Come ad Amantea e dopo lo Shaka Fest a Cosenza.

Out Of  The Shell e Indy Media Calabria attivano il proprio Media Center.

Potrete ascoltare la diretta dei lavori del Forum e la presentazione delle realtà di lotta presenti dalle ore 11,00.

Cliccando sotto

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Una breve anticipazione di storia richiesta

mercoledì, 18 novembre 2009

Allora proviamo a cominciare.
Mi è stato chiesto di spiegare che cosa è, che cos’è stato e cosa sarà Out Of The Shell.
Non lo so o meglio non è il momento di dire tutto.
Tutto sta, è stato, e sarà sempre legato al semplice concetto espresso dalla traduzione “fuori dal guscio”.
Per cui ho pensato di partire da quando tutto ciò è finito, anzi non è mai finito effettivamente.
Era venerdì 30 luglio 2004 (trovare la data esatta non è stato facile), Radio Touring (considerata la più importante radio della Calabria, almeno allora !!) da circa due mesi si era trasferita nella nuova sede iper tecnologica, Out of the shell aveva appena resistito per l’ennesima volta.
Esclusa dai corsi per l’insegnamento dei nuovi sistemi di trasmissione totalmente computerizzati, ma che non le hanno impedito di arrivare sedersi e cominciare senza alcun problema.
Dopo qualche giorno, nonostante continuasse ad avere gli standard di ascolto e fosse stata on line prima della radio, veniva relegata nel cantinato, senza alcun collegamento in rete, con tutte le attrezzature non testate a dovere e non perfettamente funzionanti, visto che Out Of The Shell era l’unica trasmissione in diretta che veniva trasmessa da quella sala.
In sintesi piccoli ostruzionismi che come sempre vi sono stati per dimostrare che se volevi andare avanti quelle erano le condizioni, tanto se la trasmissione andava in onda o no alla proprietà non interessava più di tanto.
Ma il cambio di sede poteva essere l’occasione per metterti per l’ennesima volta in difficoltà e farti rinunciare.
Out Of The Shell, però resisteva in silenzio, e andava avanti e lo faceva già da 21 anni, aveva fatto il callo (così si dece no !!! n.d.r.), considerava se stessa come informazione libera, come occupazione di uno spazio commerciale (es. immaginate un personaggio che su rai o mediaset, non viene pagato, c’è sin dagli albori, non lo puoi cacciare ufficialmente se non se ne va lui per gli ascolti, ma gliene fai di tutti i colori per costringere a rinunciare) questo era allora lo scenario più o meno.
Cominciarono allora i primi problemi del tipo devi mandare solo musica e non fare politica (stavo appoggiando la lotta contro l’impianto di compostaggio rsu di pettogallico e la resistenza al presidio del cantiere, ero appena stato attaccato dal Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria, Chiaravalloti, perchè denunciavo ciò che poi sarebbe emerso dopo circa due anni nell’indagine “Poseidone” condotta da De Magistris, sempre n.d.r.), se vuoi trasmettere ancora.
Vai a spiegare, ai primi asservitori dell’allora iniziale occupazione dei media locali da parte del Sindaco Scopelliti (il sindaco del 70%,) la differenza tra politica ed informazione, se la controinformazione che cercavi di effettuare veniva intesa come informazione estremista più che reale, partendo dal fatto e distinguendolo dal commento (viva il giornalismo !!! ;-) ).
Torniamo al 30 luglio 2004, come ogni anno era l’ultima puntata della stagione stavo traslocando di casa, e cominciando una nuova avventura familiare (la terza n.d.r.) e come ogni giorno negli ultimi due mesi avevo la macchina carica di ogni cosa possibile e immaginabile che avrei dovuto scaricare l’indomani mattina, pronto successivamente ad andare a lavoro e ricaricarla nella pausa pranzo.
La trasmissione era dedicata al Campeggio contro il Ponte sullo Stretto di Messina che di lì a poco sarebbe iniziato.
Come al solito ero andato in direzione (della radio n.d.r.), sia a comunicare il contenuto della trasmissione, sia che sarei andato in ferie.
Pronto alla trasmissione, pronto con il numero di Carta che proponeva tutti i campeggi di resistenza e protesta che quell’estate si sarebbero dovuti tenere in Italia (dove il Campeggio No Ponte non era citato n.d.r.), pronto a chiedere il perchè della mancata citazione, pronto a far partire la sigla.
Blitz in sala trasmissione, la scusa di una sigaretta per giunta non accesa, una crisi isterica, fatta di urla ed offese gratuite e l’invito a raccogliere tutto ed andare via che la trasmissione non sarebbe andata in onda.
Quasi fossi un bambino da punire e mettere in castigo.
L’ennesima umiliazione a cui non ho potuto restare passivo, per cui ho avvisato gli ospiti che sarebbero arrivati di lì a poco, sono salito in direzione ho sbattuto sul tavolo per la prima volta in vent’un anni le chiavi della radio e sono andato via.
Da lì non sono più tornato, nè mi hanno più cercato, nonostante molti nel settembre dopo chiedevano perchè la trasmissione non riprendeva.
Bene è da qui che mi piace ripartire.
Da quell’ultima trasmissione mai fatta.
Dalla opportunità mancata di dire e spiegare a chi aveva l’abitudine ad ascoltare Out Of The Shell, bene con questa finisce tutto.
Dal dire semplicemente addio.
Dal chiudere tutto per scelta, perchè non avevi più niente da dire.
Non per repressione infantile.
Nel luglio del 2007, al C.S.O.A. Cartella scerzando Giusi e Claudio mi dissero che se avessero avuto i soldi avrebbero finzanziato il ritorno di Out Of The Shell.
Nel gioco ho fatto dei conti, riunioni, investimenti.
Ma prima di ogni cosa mi sono preoccupato di capire che poteva rappresentare Out Of The Shell al suo ritorno, perchè l’idea nasceva da una generazione che non l’aveva conosciuta.
Nasceva da giovani che non l’avevano mai ascoltata.
Gli investimenti erano per me accessibili.
Li ho fatti e molti ragazzi mi hanno aiutato.
Sono quelli che oramai chiamo lo staff di Out Of The Shell.
Sono quelli che dal luglio del 2007 sto vedendo uno ad uno andare via.
Sono quelli che per me rappresentano la famiglia che non sono mai riuscito a costruire, ma che per coerenza continuo a dire alla parteza “sai che puoi sempre contare su di me”.
Ma sono anche quelli che ancora resistono, che ancora continuano a costruire.
Bene Out Of The Shell riprenderà ufficalmente sul web il 31 dicembre 2009 alle 23,00.
In quella data si saprà tutto ciò che è la riflessione di questi anni.
Da quella data verrà rivelato ciò che Out Of The Shell vuole e realizzerà non dirigendo ma come parte.
Ma il 24 ottovre scorso era una tappa importante, Out Of The Shell ha deciso di uscire dal proprio silenzio.
Ha scelto di dire ciò:

L’aver appoggiato il popolo ha fatto sì che da sei anni non ho più avuto la possibilità di parlare.
Ci è voluto oltre un anno e mezzo per arrivare qui.
Un anno e mezzo di lavoro, di confronti, di ragazzi che ti chiedono di ritornare, ma che nel contempo vanno via.
La solita lotta di questa terra, resisti a starci per verificare il perchè ci sei nato, o vai via.
Ma c’è al contempo un’amore viscerale, il rappresentare che non si può abbandonare tutto devi esserci e lottare.
Ora lo devo ai ragazzi che l’hanno chiesto, lo devo alla mia gente, lo devo al mio territorio.
Ora OUT OF THE SHELL torna.
Torna per dar voce alla gente.
Torna per rappresentare che amiamo la nostra terra.
Torna per dire che noi ancora ci crediamo e resistiamo.
Per denunciare la devastazione del nostro territorio, per dar voce alla gente che non ha voce, per dire la Calabria ha tutto e voi non avete niente da insegnarci.
PER ALZARE LA TESTA.
Out Of The Shell torna.
Per un solo giorno in anteprima.
Torna perchè è calabrese e ci tiene a dirlo.
Torna perchè noi oltre al raccontare vogliamo fare.
Tutto con la semplicità e la gioia di un’identità di cui siamo orgogliosi.
Torna da dove l’hanno cersurata.
Dalla voce della gente e dal confronto del resistere in questo territorio.

Dalle 8,30 di sabato 24 ottobre 2009
Out Of The Shell prima del suo inizio ufficiale torna

Lo ha fatto con le sue debolezze e con lo spirito che l’ha sempre contraddistinta, senza cercare il protagonismo.
Quell’esperienza ha fatto sì che con http://calabria.indymedia.org/ nascesse l’idea di una pratica attiva del miediattismo.
Una pratica fatta da persone semplici, che vogliono aggregare, che non cercano protagonismo e palcoscenici.
Ma che vogliono essere solo ed esclusivamente parti di un metodo di comunicazione.
Comunicazione non più fatta da slogan o luoghi comuni, ma fatta di storie e di racconti.
Prossimi appuntamenti (spero al di la di protagonismi che lo impediscono n.d.r.)
3,4,5 dicembre 2009 Shaka Fest da Cosenza
6 dicembre Forum Ambientale Regionale della Calabria da Lamezia Terme
19 dicembre Manifestazione Nazionale No Ponte da Villa San Giovanni – Cannitello (RC)
31 dicembre inizio ufficiale.

Out Of The Shell

Due giorni di silenzio

lunedì, 9 novembre 2009

Avevo promesso un aggiornamento quotidiano.
Ma credo che ogni tanto il silenzio e l’introspezione finalizzata alla metabolizzazione delle proprie idee sia importante.
Per questo negli ultimi due giorni ho preferito un piccolo ritiro, fatto di non comunicazione.
Avevo bisogno di capire come dire ed esprimere.
Oggi ricade il ventennale della caduta del muro di Berlino.
L’atto di festa che come suole dirsi ha posto fine alla c.d “Guerra Fredda”.
Ero già un cronista, se pur in erba (!!!), venti anni fa.
Ho provato a ricordare attraverso il can can mediatico di questi giorni, quello che provai allora.
Trasmettevo già in radio, Out Of The Shell, allora si chiamava “Frontiere”, immaginava un orizzonte marino nel quale il tramonto rappresentava un momento di speranza per il futuro, non più fatto di banalità di commercio, ma di valori artistici che potevano esprimersi.
Erano gli albori della consapevolezza del mezzo comunicativo che avevo in mano.
Era il confrontarsi con i linguaggi che poi definii “vetero” e la necessità di un nuovo modo di comunicare.
Un comunicare contro la massificazione.
Sicuro che, come la caduta del muro aveva portato all’illusione della vittoria del sistema capitalistico, nello stesso tempo si sarebbe dovuta attendere l’implosione di questo stesso sistema.
In questi anni, in questa mia attività ho avuto la possibilità di conoscere le testimonianze di chi ha vissuto quel momento come banbino figlio della Germania dell’Est.
Ma anche chi è stato testimone oculare dell’attentato alla Torri gemelle a New York.
In tutte queste occasioni il life motive era che il sistema c.d. vincente era un sistema fatto di vacue immagini e sempre più deprimende solitudini.
Un sistema nel quale pochi detenendo un potere economico cercano di indirizzare il pensiero di molti.
La crisi economica degli ultimi anni ha dato conferma a quello che allora pensavo.
Ma di più lo hanno dato gli eventi di questi ultimi venti anni nei quali gli unici risultati della “vittoria capitalistica”, sono stati ulteriore povertà, razzismo e guerre violente.
Out Of The Shell

Contraddico me stesso

venerdì, 6 novembre 2009

Non è mia abitudine utilizzare citazioni per esprimere quello che penso.
Ho sempre creduto nella conoscenza e nel confronto fatto dal “dillo a parole tue”.
Altra cosa è se, in trasmissione così come è sempre stata costruita, il tuo pensiero viene fuso con la musica, i silenzi, le letture, in questo caso l’ho sempre fatto per far sì che chiunque abbia la voglia di ascoltare sviluppi il proprio pensare e no si lasci condizionare da apparenti certezze date da chi ha già elaborato un proprio pensiero.
Mi ha molto colpito la risposta data da Corrado Augias nella sua rubrica di oggi su Repubblica.
Ritengo che la citazione da lui fatta rispecchi molti dei miei pensieri attuali che nascono dalla mia osservazione della società che mi circonda, per cui come è mia abitudine ne riporto la fedele riproduzione.
Fonte libro “L’Italia de Noantri” -Mondadori ed.(preciso che non ho letto il libro n.d.r.) l’autore Aldo Cazzullo scrive:
<< Berlusconi, a differenza del Duce, non ha mai preteso di cambiare gli italiani. ..... Lui ha aderito agli Italiani e, aderendo a noi, ci ha cambiato più di quanto abbia potuto l'indottrinamento di regime. Ha interpretato lo spirito profondo del paese, ha dato al linguaggio goliardico da spogliatoio maschile la dignità di linguaggio pubblico ... ha rivendicato ciò che prima si taceva, ostentando quel che si faceva di nascosto>> eccetera. Cazzullo invita il suo lettore a giudicare da solo se questa sia una conquista o una caduta. (!!!! n.d.r.). Aggiungerei che questa ostentazione della volgarità nei gesti e nel linguaggio, unita al resto (TV in primis), non è tra le cause meno importanti dell’attuale decadimento del paese. (!!!n.d.r.).
Qui finisce la citazione ci aggiungo di mio si potrebbe fare lo stesso ragionamento per la Lega, per il Sindaco della mia città. Per la società che oramai vede che la propria elevazione sociale, nasce dal volgare apparire e reprimere delegittimando.
Che non ha più l’esercizio del confronto e della condivisione sociale.
Out Of The Shell


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